Ferrara, città del Rinascimento e il delta del Po

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Ferrara, città del Rinascimento e il delta del Po

Ferrara

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Ferrara fu la prima città rinascimentale ad essere sviluppata secondo un complesso piano urbanistico che dava la precedenza ad una disposizione armoniosa della prospettive urbane piuttosto che alla bellezza dei singoli edifici. La città raggiunse i vertici dell’architettura e del prestigio rinascimentale con il dominio della famiglia d’Este. La storia della città rinascimentale di Ferrara è infatti strettamente legata alla famiglia degli Estensi, che ne fece una capitale conosciuta a livello internazionale e la rese per due secoli alla pari con città come Firenze e Venezia o con le grandi corti di Francia e Spagna. Gli Estensi, che fecero di Ferrara la propria corte, consideravano la disposizione urbana interna alla prima cinta di mura difensive inadatta a rappresentare la propria grandezza e il proprio predominio sul territorio. Per questo decisero di intervenire radicalmente sull’assetto della città, mutandone struttura e aspetto e inventando il concetto di “piano regolatore”. In questo modo diedero vita ad una serie di progetti urbanistici mai realizzati prima, il più importante dei quali fu l’Addizione Erculea di Biagio Rossetti, alla fine del XV secolo, basato sul concetto di prospettiva, che consiste nel bilanciare i principi umanistici legati alla forma e al volume in architettura con lo spazio aperto, i bisogni della città e le tradizioni locali. Tra il XIV e il XVI secolo la famiglia d’Este intraprese il recupero di terreni estensivi e alcuni progetti edilizi che dettero all’area del delta del Po un caratteristico collegamento con Ferrara. Le trasformazioni della campagna intorno alla città, oltre alla creazione di nuovi canali e strade, inclusero l’istituzione di “castalderie”, grandi tenute agricole dotate di palazzi di pregio e ampi giardini collegate alla città attraverso il fitto reticolo di vie d’acqua fra loro comunicanti che si ramificava nel bacini del basso Po, e la costruzione di una rete di residenze nobiliari conosciute come “delizie estensi”. Queste “delizie”, ossia palazzi, ville e padiglioni destinati a rappresentare luoghi di svago e divertimento, erano celebrati per le loro qualità ambientali ed architettoniche e per essere lo specchio del potere e teatro di magnificenze della “familia principis”.

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