Antica Filanda

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Antica Filanda

Roccalumera

Beni culturali

Ci fu un tempo che la nostra riviera ionica era rinomata per la produzione di seta, ma dopo l’unità d’Italia, con l’avvento della coltivazione del limone, la produzione di seta andò man mano scemando, finchè negli anni 1930-40 cessò completamente di esistere. A Roccalumera ancor oggi esiste una filanda, realizzata ai primi del ‘900 ed è questo l’unico manufatto edilizio, adibito alla produzione della seta, rimasto in tutta la Sicilia. Alla filanda si accede sia dalla Via Marina che dalla Via Nazionale, essa misura circa 400 mq ed è a due piani con copertura a tetto. Ancora oggi è ben visibile la caratteristica ciminiera in mattoni. Il piano terra, con i caratteristici archi a tutto sesto in mattoni, era adibito a deposito, mentre il primo piano, era destinato alla lavorazione vera e propria della cena, è caratterizzato da continue e ampie finestre che da due3 lati si affacciano su un balconcino. La copertura, come dicevamo, è a tetto, ed è in legno con capriate su cui poggiano le tegole in coppo siciliano. La filanda, che era a 32 bacinelle, costituiva 16 posti di lavoro ed ogni posto era formato da due bacinelle in rame di forma circolare, riscaldate a vapore, e rimase attiva fino al 1935. Vi lavoravano complessivamente circa 90 operai. Nel 1944 venne rimessa in funzione, per circa otto mesi, dall’esercito inglese che vi producevano la seta grezza per i loro paracadutisti; in tale occasione venne ridotta di altezza la ciminiera. Purtroppo niente è rimasto degli originali macchinari che servivano per la produzione della seta. Al piano primo vi sono ancora le "pannarole", strutture in legno che servivano a stendere su dei "cannizzi" fatte di canne e vimini, i bozzoli ad asciugare, dopo avere subito la "macerazione", processo che serviva ad ammorbidire i bozzoli, che venivano appunto immersi nelle 32 bacinelle di cui dicevamo prima. Il secondo progetto di lavorazione era la "scopinatura" – ovvero la spazzolatura dei bozzoli per esternarne i capifila dalle bave, posti all’esterno, dopodichè avveniva la "trattura" cioè unire e saldare i vari fili di seta per farne uno solo, a questo punto il lungo filato ottenuto veniva raccolto con l’aspo. La seta grezza ottenuta era così pronta per essere tessuta al telaio. L’unico attrezzo rimasto è un caratteristico bilico (bilancia) con cui si pesava la seta prodotta. Nel 1993 la filanda a vapore di Roccalumera venne vincolata, come bene etno-antropologico, dalla Sovrintendenza ai BB CC AA di Messina con decreto n° 6969 e grazie ad un finanziamento è stato effettuato il recupero architettonico e funzionale che prevede il restauro ed il consolidamento statico della ciminiera. Il piano terra è adibito ad esposizioni temporanee una parte come "museo di se stessa" con un piccolo presidio multimediale. Il piano primo adibito a sala convegni di circa 300 mq. Oggi la Riviera Jonica vanta una struttura unica nel suo genere in cui cultura e tradizioni si incontrano, una struttura viva che accoglie numerosi eventi e li trasforma in momenti magici.

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