Roma, 9 aprile – Un ensemble giovane, nato in ambito accademico ma già proiettato verso una visione contemporanea e aperta della musica d’insieme, incontra uno dei luoghi simbolo della tradizione concertistica romana. È questo il senso del concerto della Florence Guitar Symphonietta, in programma giovedì 9 aprile alle ore 20:40 all’Oratorio del Gonfalone.
Diretta da Giorgio Albiani, la formazione è composta dagli studenti delle classi di chitarra del Conservatorio Statale di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze. Il progetto si distingue nel panorama musicale per una proposta che unisce rigore formativo e ricerca artistica, con un lavoro approfondito sul suono d’insieme, sulla coesione esecutiva e sull’esplorazione timbrica.
Il programma, intitolato Apatride, propone un percorso che supera le tradizionali divisioni di genere. Alla musica classica di Luigi Boccherini si affiancano composizioni contemporanee, minimalismo, suggestioni della musica brasiliana e colonne sonore. In scaletta autori come Roland Dyens, Leo Brouwer, Clarice Assad, Nino Rota, Shigeru Umebayashi e Joe Hisaishi. Un repertorio eterogeneo che trova unità nella cifra interpretativa dell’ensemble, resa possibile anche dall’organico, che combina chitarre classiche e chitarra contrabbasso.
La Florence Guitar Symphonietta si inserisce nel solco di una tradizione italiana di ensemble chitarristici avviata negli anni Ottanta da musicisti come Paolini, Cucchi, Mazzoni e Borghese, tra i primi a sviluppare questo tipo di formazione nel Paese. L’iniziativa attuale ne raccoglie l’eredità, rilanciandola attraverso il lavoro didattico e artistico di Albiani, affiancato dai maestri Roberto Rossi e Serena Meloni, impegnati rispettivamente negli ambiti della direzione, composizione e arrangiamento.
Il progetto è sostenuto dall’Associazione DIMA, che contribuisce allo sviluppo della proposta culturale e alla creazione di una rete tra istituzioni, giovani musicisti e nuovi repertori.
L’appuntamento al Gonfalone assume così un valore simbolico: da un lato una realtà emergente ma già definita nella propria identità artistica, dall’altro uno spazio storico di grande prestigio. Un incontro che mette in dialogo formazione, innovazione e tradizione, offrendo al pubblico romano un’esperienza musicale che guarda al presente senza rinunciare alle proprie radici.