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La perdonanza celestinianaManifestazioni e tradizioni

L'evento si svolge ormai da sette secoli, e precisamente dall'agosto 1294,
quando fu incoronato Papa nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio il frate eremita Pietro Angeleri da Morrone con il nome di Celestino V.
Il 5 luglio del 1924, infatti, dopo due anni di contrasti, successivi alla morte di Papa Nicoolò IV, il Conclave riunito a Perugia, designò il monaco,fondatore di un ordine che per secoli ha avuto, appunto, il nome dei Celestini, come Pontefice.
Un corteo accompagnò il Papa da Sulmona a l'Aquila, alla Basilica di Collemaggio da lui stesso fatta erigere pochi anni prima, e dove gli furono consegnate le vesti pontificali il 29 agosto 1294, davanti a una folla immensa.
Celestino V, però, fu protagonista di un papato brevissimo (si dimise, fatto pressoché unico nella storia della Chiesa, nel dicembre dello stesso anno e morì poi in esilio a Fumone in provincia di
Frosinone due anni dopo; alcuni suoi seguaci trafugarono però le sue spoglie e le portarono nella Basilica di Collemaggio dove tuttora riposano).
Prima delle dimissioni tuttavia Celestino V donò la Bolla del Perdono alla città dell'Aquila affinchè la custodisse. Ed infatti il nome Perdonanza si rifà proprio al nome della Bolla Pontificia che il Pontefice emanò dall'Aquila il 29 settembre 1294, la Bolla, che introduceva i concetti di pace, solidarietà e riconciliazione, poneva solo
due condizioni per ottenere il perdono, ossia l'ingresso nella Basilica di Collemaggio attraversando la Porta Santa. Gli aquilani hanno sempre custodito gelosamente la Bolla del Perdono, oggi conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo comunale, a ricordo del ruolo svolto dalla popolazione e dalle autorità della città dell'Aquila: essi infatti protessero il prezioso documento dal tentativo di distruzione operato da Papa Bonifacio VIII, che in tal modo voleva cancellare uno strumento tanto
rivoluzionario nel suo valore politico e religioso. l'autenticità della Bolla del Perdono, più volte messa in discussione nel tempo, è stata confermata da Papa Paolo VI, che, nel 1967, all'atto della revisione generale di tutte le indulgenze
plenarie, annoverò quella di Celestino V al primo posto dell'elenco ufficiale.

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