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Cuba Bizantina di Santa DomenicaPaesaggi e punti panoramici

Il borgo di Castiglione, roccaforte medioevale, è posto su uno sperone roccioso dal quale domina la valle dell' Alcantara. Nella parte più bassa della collina le case nuove si affiancano a quelle più vecchie in alto, secondo un meccanismo che si spinge sempre più indietro nel tempo e termina ai bellissimi ruderi del castello, castel Leone, o Fortezza Greca. Passeggiare per le sue vie risulta molto piacevole, immergendosi nell'atmosfera di un paese siciliano di tempi passati, e dalla parte più alta si possono godere splendide vedute sui monti circostanti. Castiglione di Sicilia si trova a metà strada tra Linguaglossa e Francavilla ed è un punto di collegamento tra l' Etna, i Nebrodi e la costa ionica e i suoi paesi, come Taormina e Giardini Naxos. I ruderi del cosiddetto Castello del Leone sono situati sull’alta rupe, ai cui piedi giace il centro storico del paese. La costruzione normanno-sveva fu residenza estiva del nobile Ruggero di Lauria. Sono identificabili i numerosi ambienti destinati a varie funzioni: le scuderie, i fienili, l’appartamento feudale, la prigione. Simbolo di Castiglione è la torre chiamata Cannizzu, posto di vedetta di origine trecentesca. Il borgo medievale è caratterizzato da strette vie che convergono verso la piazza principale. Sono disseminate nell’abitato oltre trenta chiese, tra cui menzioniamo la Cuba, chiesa basiliana in stile bizantino, intitolata a Santa Domenica. A poco più di un chilometro da Castiglione di Sicilia sulla strada provinciale che va a Randazzo si incontra la "Cuba bizantina", situata non lontano dal fiume Alcantara, occupa una posizione dominante. Conosciuto con i nomi di Chiesa bizantina in contrada Santa Domenica, Chiesa bizantina Santa Domenica o la Cuba di Castiglione. Sono state avanzate molti ipotesi sulla datazione della chiesa, dal V secolo alla conquista normanna. La più probabile datazione, basata sull’analisi formale del fabbricato, fa risalire la sua edificazione dalla seconda metà del VIII secolo alla prima metà del secolo successivo. Essa unisce in se i principi formali della basilica latina e della pianta centrale greco orientale. La parte dominante della chiesa è un quadrato interno coperto di una volta a vela - simbolo della realtà ultraterrena, celeste. Ai lati del naos ci sono due strettissime navatelle coperte con tre volte a crociera. La divisione dello spazio interno in navate suggerisce la basilica latina con il movimento verso l’abside. La parte centrale coperta con la volta a vela rafforza pero l’idea greca dello spazio unitario raccolto al centro, come simbolo dell’equilibrio universale dove il movimento liturgico è ascensionale, dalla realtà terrena simboleggiata dal naos al mondo celeste divino suggerito dalla rotondità della copertura. La chiesa e rivolta rigorosamente ad Est, orientamento che le chiese ortodosse osservano fino ai giorni nostri, mentre nella cristianità occidentale questa regola è stata rispettata immancabilmente nelle chiese romaniche e parzialmente in quelle gotiche. L’orientamento ad Est è segnato dall’abside contraffortata. Il santuario, tra l’abside, il naos e le navatelle, occupa l’intera larghezza della chiesa ed è diviso in tre parti: la parte centrale coperta con una volta a crociera e le parti laterali - con volte a botte trasversali. La muratura è composta da pietre basaltiche irregolari e blocchi di pietra arenaria. L'inserimento di piccoli elementi di cotto, tipo murario utilizzato dai bizantini, indicherebbe ad un epoca più antica della costruzione del fabbricato. Una particolarità costruttiva della volta a vela è la sua realizzazione a ventagli di archetti di conci di pomice incuneati. Negli angoli formatisi fra i timpani semicircolari delle quattro pareti del naos che sostengono la volta sono posti quattro ventagli di archetti del primo livello. Con una rotazione di 45 gradi la seconda fila di ventagli, ciascuno incuneato tra due ventagli della prima. Cosi continuando, seguendo la curvatura della volta si ottiene una struttura molto stabile. La volta risulta leggermente rialzata, ciò che ha facilitato la costruzione della volta senza una centinatura e nello stesso tempo favorisce lo scarico del peso sulle pareti portanti. Un’altra caratteristica della chiesa sono le aperture che hanno una forma particolare, cosi detta a testa di chiodo. Fanno eccezione la trifora del prospetto e la bifora dell’abside. Questa è una forma dell’architettura tardo antica. L’armonia dell’insieme è data dai rigidi rapporti geometrici. Sia la pianta che gli alzati hanno come unità di misura un modulo quadrato di 6 piedi bizantini (da 1,88 a 1,92 metri, per causa di inesattezze costruttive). Non si sa quando fu abbandonata. Probabilmente alla scomparsa della comunità greca e forse in seguito al decadimento degli insediamenti umani nella zona. Possiamo solo affermare che era coperta di affreschi. Il fatto che non la si trova nei documenti di epoca normanna non significa che la chiesa non era attiva.

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