Un tuffo nel passato è una MERAVIGLIA ITALIANA. Clicca sul CUORE e aiutala a vincere il Premio Laurus
Consideriamo Meraviglie Italiane tutte quelle proposte che hanno raggiunto i 1.000 like da parte degli utenti iscritti al portale. La nascita di una Meraviglia Italiana è un importante evento per il luogo che la ospita. Verrà consegnato l'attestato di Meraviglia Italiana e si procederà ad una ampia pubblicizzazione a livello locale e nazionale.
Per ottenere la corona d'alloro che designa vincitore del Premio Laurus, una Meraviglia Italiana deve raggiungere 10.000 like. Oltre alla maggiore valorizzazione della Meraviglia sul portale, le vincitrici del Laurus, otterranno l'assistenza di un'università italiana partner per lo sviluppo e la promozione della Meraviglia vincitrice. Premio Laurus, il coronamento del percorso di Meraviglia Italiana.
Un tuffo nel passatoSiti culturali

Prima di effettuare, dopo una serie di tornanti, l’ultima curva che apre le porte a Celle, è opportuno fare una piccola sosta alle Fontanelle per potersi rinfrescare, soprattutto in estate, e poter già gustare l’acqua fresca e diuretica che sgorga dalle viscere della montagna. Giunti all’ingresso del paese, sul lato sinistro, vi è la Fontana con i lavatoi pubblici, un tempo frequentati dalle donne del paese e oggi raramente usati. La Fontana è stata di recente ristrutturata. Sul lato destro, da un lungo poggio l’occhio può spaziare, tra valli e monti e una gamma cromatica di verde, verso l’infinito orizzonte. Voltando a sinistra, si accede in Piazza Umberto I e da qui in Via Roma, nel centro del paese. Proseguendo dritto, invece, si imbocca Via dei Provenzali, il cui nome ricorda le origini del paesello che ancora oggi parla la lingua dei sui fondatori, soldati provenzali di Carlo I d’Angiò, del 1200. In fondo, vi è la porta dei Provenzali ed un Arco, antico accesso al monastero poi divenuto fortezza. In questa zona, che è conosciuta anche con l’appellativo di Ghjeise vieglie (Chiesa vecchia), si può ammirare un bellissimo Battistero risalente al 1400. L’arco-sottopassaggio porta in via Camillo Bisaccia, cittadino benemerito, che elargì tutti i suoi beni a favore della Congrega di Carità. Sul lato sinistro, si scorgono alcuni vicoletti caratteristici e pittoreschi con scale e loggette, che suscitano suggestioni e memorie d’antico. E’ la parte medioevale e, in tempi remoti, era il centro del paese. Interessante dal punto di vista della toponomastica è il Vicolo Ospedale, un tempo denominato Rrùe de lo Ggjudéj, Vicolo dei Giudei, forse per la presenza degli Ebrei che anche a Celle dimorarono. Sul lato destro di Via Bisaccia, al riparo anche dal fastidiosissimo vento “Fauvùgne”, che a Celle è di casa, vi è un belvedere, abbellito di recente, che si affaccia sul lato Ovest del territorio. Da qui si possono osservare il Monte Cornacchia e la ridente Faeto, il verde dei boschi e il nascondersi del sole dietro la montagna Perazzoni. La strada intitolata a Bisaccia termina con il Largo Muretto, ove sono ancora ben visibili i resti delle vecchia Chiesa parrocchiale; prosegue con Via Muretto e poi con Via Roma,ex Via San Vincenzo, che conduce all’uscita Sud del Paese. E’ questa la strada principale del paese ove si nota maggiore vita e ove sono dislocati negozi, uffici, municipio, scuole, Chiesa. Proseguendo nella passeggiata, al termine di Via Roma, sulla destra, tutti accentrati, vi sono: l’ufficio postale, l’asilo nido, le scuole elementari, la farmacia, il Municipio, il monumento ai caduti. A poche decine di metri, in una conca e in mezzo a pini e pioppi che invitano a pic-nic vi è situato il campo sportivo. Sull’altro versante, invece, altri pini, ricordano la nostra breve esistenza: il piccolo cimitero ove riposano i cari defunti. Della chiesetta di San Vito che sorge a circa due chilometri da Celle e da cui il paesello prende la specifica di Comune di Celle San Vito bisogna dire che vanta secoli di esistenza e si trova in una zona perfettamente agricola denominata Contrada S. Vito; adiacente vi è la montagna dello stesso nome; alta mille metri. Il documento più antico, autentico, che parla della chiesetta di San Vito è la Bolla di Pasquale II (1100) che si conserva nell’archivio delle Cattedrale di Troia. La Chiesetta di S. Vito, antichissimo Santuario, un tempo ufficiata dai religiosi del Conventino di San Nicola, poi del Clero Ricettizio di Castelluccio Valmaggiore che ne curavano la manutenzione e ne promuovevano il culto, passò definitivamente sotto la giurisdizione di Celle.

MERAVIGLIAITALIANA

HTML 4.01 Valid CSS Pagina caricata in: 0.028 secondi - Powered by Simplit CMS