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Territori dell’Agro FaliscoPaesaggi e punti panoramici

CENNI STORICI Civita Castellana è situata su di un pianoro tufaceo a 147 metri s.l.m., caratterizzato da ripidi fianchi(forre), lambiti da corsi d’acqua. Dopo la città di Viterbo è il centro più grande e importante della provincia.Gli studi archeologici e i ritrovamenti effettuati identificarono l’attuale Civita Castellana come l’antica Falerii capitale del popolo falisco; grazie agli scavi archeologici eseguiti tra il XIX e XX sec., vennero ala luce nelle aree di studio centinaia di oggetti di terracotta e di metallo ( il maggior numero si trova ora nel museo di Villa Giulia a Roma, e nel museo del forte Sangallo a Civita Castellana), oltre a numerose necropoli e templi di epoca falisca e romana. L’origine di Falerii si colloca nella prima età del ferro (1206 a.C. e il suo regno durò per circa 965 anni), strinse rapporti politici e culturali con i vicini etruschi, e si alleò con quest’ultimi nella difesa di Vejo nele lotte contro Roma, la città più tardi assunse il nome di Civita Castellana per il suo dominio sulle fortezze circostanti. La città fu al centro delle imprese tra impero e papato. Papa Sisto IV (1471 - 1484) iniziò a darne l’amministrazione ai cardinali; il successivo papa Innocenzo VIII (1484 - 1492) nominò governatore della città Rodrigo Borgia, poi papa Alessandro VI (1492 -1503) il quale incaricò Antonio da Sangallo il vecchio, di progettare una fortezza a a sostituzione di quella medievale come difesa dagli attacchi nemici, ma l’artista - architetto non riusci a terminarel’opera che sotto papa Giulio II (1503 - 1513) fu conclusa da Antonio da Sangallo il giovane.Oggi, la fortezza dei Sangallo per il suo stato di conservazione e la sua unicità, rimane uno dei più importanti esempi di architettura militare del periodo rinascimentale in Italia. Nel 1606 grazie alla variante della strada Flaminia e alla costruzione del ponte Clementino (1709) la città divenne un’importante nodo di traffico che permise lo sviluppo sociale e culturale di Civita Castellana. IL TERRITORIO Nel cuore del Lazio nordorientale tra le provincie di Roma e Viterbo si estende il territorio Falisco, il centro più grande e importante sia per estensione che per abitanti rimane la città di Civita Castellana (VT). Il territorio si sviluppa nella parte compresa tra il Tevere ad est e i monti Cimini a ovest e presenta un comprensorio omogeneo caratterizzato da irregolari colline tufacee. L’erosione dei fiumi sulle rocce incide verticalmente lo spessore dei tufi fino a formare valloni stretti e profondi e il paesaggio che si forma è quello propriamente detto delle “forre”, pareti tufacee a strapiombo profondamente incise caratterizzate principalmente da substratipiroclastici, caratteristici del vulcanismo laziale. Dal punto di vista idrologico, il fiume Treja con i suoi circa quindici affluenti risulta essere il più importante dell’area falisca; con i suoi affluenti disegna un sistema orografico omogeneo di cui le forre sono l’elemento più ricco e tipico di questa morfologia territoriale. Nella valle del fiume treja i fenomeni di erosione hano creato dei gradoni naturali di tufo rosso a scorie nere, meno erodibile, ciò ha provocato rotture di pendenza che hano contribuito alla formazione di piccole cascate. Le escursioni lungo le forre del Treja sono tra le più suggestive e ricche di fascino, le pareti tufacee racchiudono nella loro selvaggia asprezza anfratti rocciosi, e le numerose aree archeologiche oltre ai siti con rovine di borghi e castelli che si incontrano lungo il cammino testimoniano la continuità di questi percorsi in epoca falisca, romana e medievale. I boschi sono in prevalenza costituiti da cerro, solo in maniera minore da acero, carpino, e nocciolo, mentre le pareti di tufo ospitano una varietà di lecci (erica,corbezzolo, ecc.), molto importante è la presenza di diverse specie di orchidee che ornano il sottobosco in primavera. La fauna è molto ricca, nelle valli e nei boschi si possono incontrare: tassi, istrici, falchi pellegrini, aironi; e poi ci sono volpi, cinghiali, ricci, donnole ecc. Questo paesaggio cosi fiabesco e pittoresco fu caro a molti viaggiatori del “Grand Tour” che soggiornarono in questo territorio soprattutto tra il XVIII e XIX sec., e trovarono nello scenario delle forre la loro fonte d’ispirazione artistica ( primi tra tutti J.W Goethe e J.B.C. Corot). I numerosi sedimenti delle varie epoche geologiche, hanno permesso che nelle campagne si aprissero numerose cave di minerali, questo ha contribuito nei secoli alla formazione di attività produttive legate all’arte della ceramica e oggi Civita Castellana risulta essere uno dei maggiori centri del “Distretto industriale della ceramica” in Italia. La cittadina si inserisce come punto nodale e strategico nella provincia di Viterbo, infatti da esso partono e giungono diverse linee ferroviarie (FS - METRO) e autobus (COTRAL) che permettono di collegare la cittadina con Roma, i paesi del suo circondario e al resto d’Italia.

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