Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro è una MERAVIGLIA ITALIANA. Ha vinto il premio LAURUS
Consideriamo Meraviglie Italiane tutte quelle proposte che hanno raggiunto i 1.000 like da parte degli utenti iscritti al portale. La nascita di una Meraviglia Italiana è un importante evento per il luogo che la ospita. Verrà consegnato l'attestato di Meraviglia Italiana e si procederà ad una ampia pubblicizzazione a livello locale e nazionale.
Per ottenere la corona d'alloro che designa vincitore del Premio Laurus, una Meraviglia Italiana deve raggiungere 10.000 like. Oltre alla maggiore valorizzazione della Meraviglia sul portale, le vincitrici del Laurus, otterranno l'assistenza di un'università italiana partner per lo sviluppo e la promozione della Meraviglia vincitrice. Premio Laurus, il coronamento del percorso di Meraviglia Italiana.
Somma-Vesuvio e Miglio d’OroPaesaggi e punti panoramici

Il Somma–Vesuvio è il complesso vulcanico ancora attivo più importante dell'Europa continentale. Situato nella Piana Campana, è un tipico esempio di strato-vulcano a recinto, costituito da due strutture morfologicamente ben distinguibili: la caldera del Somma ed il Gran Cono del Vesuvio. La caldera del Somma, costituita dal monte omonimo, è di forma semicircolare, raggiunge la sua massima altezza con Punta Nasone (1132 m.s.l.m.), e rappresenta quello che resta dell’antico vulcano, la cui attività risale ad almeno 300.000 anni fa; una vasta depressione, la Valle del Gigante, suddivisa in Atrio del Cavallo e Valle dell'Inferno, rappresenta la parte interna residua dell'antica caldera; all'interno di quest'ultima si trova il più recente Gran Cono del Vesuvio (1281 m.s.l.m), più volte distrutto e ricostruito nel corso delle eruzioni antiche e recenti. Il recinto del Somma è ben conservato per tutta la sua parte settentrionale e il suo orlo craterico è un susseguirsi di cime dette cognoli. Il complesso si è formato dall’alternanza di eruzioni effusive, caratterizzate dalla messa in posto di lave e prodotti di caduta, e di eruzioni esplosive a forte impatto distruttivo (Pliniane), con emissione di grossi volumi di ceneri, lapilli e scorie, ed in particolare di colate piroclastiche (nubi ardenti ad altissima densità e temperatura), surge e base-surge (nubi a prevalente composizione di vapor d’acqua), lahar (colate di fango), emesse anche da bocche laterali ed eccentriche. Il versante vesuviano e quello sommano differiscono notevolmente dal punto di vista naturalistico, il primo è più arido, è stato in gran parte riforestato per impedire fenomeni franosi e presenta le caratteristiche successioni vegetazionali della macchia mediterranea; il versante del Somma, più umido, è caratterizzato dalla presenza di boschi misti. La flora presente nel territorio della Riserva è di tipo essenzialmente mediterraneo; da numerosi studi riportati in letteratura risulta che il complesso vulcanico è stato colonizzato da più di 900 specie, considerando quelle estinte e quelle la cui colonizzazione è recente. Oggi molte delle specie presenti in passato non sono più state rinvenute; l’impoverimento del patrimonio floristico vesuviano va certamente ricondotto all’accentuarsi della antropizzazione, soprattutto negli ultimi decenni. Da studi recenti si è appurata la presenza attualmente di 610 entità, delle quali oltre il 40% è costituito da specie mediterranee, il 20% è rappresentato da specie cosmopolite, mentre sono poco rappresentate le specie endemiche, con solo 18 entità, probabilmente a causa delle numerose ricolonizzazioni che hanno seguito le cicliche manifestazioni eruttive del vulcano. Tra queste ultime, quella che può considerarsi veramente rara è la Silene giraldi, presente, oltre che sul Vesuvio, anche a Capri ed a Ischia; degna di nota è la ginestra dell’Etna (Genista aetnensis), un endemita etneo introdotto sul Vesuvio dopo l’eruzione del 1906, che in alcune zone,come nell’Atrio del Cavallo e nella Valle dell’Inferno, forma delle boscaglie impenetrabili.

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