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Roccia dell'OrsoBeni culturali

La Roccia dell’Orso, o come è chiamata geograficamente ‘Capo d’Orso’, è stata modellata in tali sembianze dai venti che, per milioni e milioni d’anni, hanno asportato dalla roccia tutte le parti più fragili lasciando una struttura che, vista da una certa angolazione, rassomiglia in modo straordinario alla sagoma di un plantigrade.Una delle più famose “opere d’arte” alla quale il vento ha donato la forma di un orso è, appunto, la famosa Roccia dell’Orso che nel 1993 fu dichiarata Monumento Nazionale grazie alla sua straordinaria bellezza. Situata a circa 120 metri sul livello del mare, offre uno straordinario panorama d Palau e del vicino arcipelago di La Maddalena. La roccia era conosciutissima già dall’antichità e rappresentava un punto base per tutti i naviganti che si avventuravano nei mari delle coste galluresi e delle Bocche di Bonifacio. Tolomeo ne dette le coordinate geografiche e ne riferì il nome con cui era allora noto: ‘Promontorium Arcti’, ossia ‘Promontorio dell’Orso’. Secondo lo scrittore Victor Berard Capo d’Orso è l’unica località del mediterraneo che possa essere identificata con la terra dei Lestrigoni, quella terra cioè, in cui Omero colloca lo sbarco del navigante Ulisse alla ricerca del cibo e l’acqua per l’equipaggio e dove lo stesso condottiero greco conobbe una grave sconfitta. L’episodio è descritto nel libro X dell’Odissea, e narra che Ulisse sbarcò per approvvigionare le sue tre navi in una fonte detta ‘Artacia’ (ossia ‘dell’Orso’) e mentre attingeva l’acqua vide alzarsi in lontananza, fra i monti, un filo di fumo, presagio di presenza di genti indigene.

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