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La Rocca di Montefiore ConcaBeni culturali

Montefiore è un borgo incastonato nel verde, tra boschi di castagni, faggeti, ulivi. Si trova a metà strada tra Rimini e Urbino, ecco il perché della sua posizione importante e strategica, ultimo baluardo della terra dei Malatesta, al confine con il Montefeltro. Il suo castello svetta sulle dolci colline romagnole dell’entroterra, a guardia di quella terra tanto amata, tanto combattuta e tanto difesa dalla signoria dei Malatesta. Il castello risale al XIV sec, fu costruito agli inizi del ‘300 sotto il dominio di Guastafamiglia, ampliato da Pandolfo, abbellito in modo straordinario dall’Ungaro e completato da Sigismondo Malatesta. Per accedere alla fortezza, occorre superare due porte, la prima detta “PORTA CURINA” unico accesso attraverso la cinta muraria per entrare nell’antico borgo, dove si trovava un ponte levatoio. Detta porta risale al XIV secolo. La seconda porta è “IL MURO GROSSO” o anche detta Porta delle due saracinesche risalente al XV sec, costruita nel 1475 a maggior difesa della Rocca. Montefiore fu dominata per oltre 150 anni dai Signori Malatesta, durante il loro governo, nel 1347 il castello ospitò il Re Ludovico D’Ungheria che nelle sale di questa rocca legittimò Cavaliere il Malatesta Ungaro. Dopo i Malatesta furono tanti i domini che si succedettero, da Cesare Borgia detto il Duca Valentino, alla Repubblica di Venezia, poi nuovamente la Chiesa e ancora Costantino Comneno, Principe di Macedonia che morì proprio in questa Rocca nel 1530. Divenne poi dominio di Lorenzo e Giuliano De Medici, fu poi riconquistata dalla Santa Sede. Un crocevia di tante storie, di personaggi importanti tra cui l’Ariosto che nel suo Orlando Furioso fece transitare Rinaldo proprio nel borgo di Montefiore, poi ancora il Papa Gregorio XII e il Papa Giulio II e poi una tra le storie d’amore più belle e pure che siano mai state vissute, la storia d’amore di Costanza Malatesta ed il suo cavaliere Ormanno. Costanza figlia dell’Ungaro Malatesta, divenuta vedova dopo pochi anni di matrimonio, tornò al castello tanto amato, dove incontrò e s’innamorò di un duca proveniente dall’Alta Alemagna, il cavaliere Ormanno. Una storia d’amore tanto bella ma tanto odiata dal malvagio zio Galeotto, che assoldò un sicario per ucciderli il 15 ottobre 1378. Da allora le loro anime vagano per le stanze, le scale e le sale di questa Rocca e riescono ancora oggi ad emozionare i numerosi visitatori. Dalla Rocca il panorama è mozzafiato, spazia da Ravenna fino al Monte Conero, si vede l’antica Repubblica di San Marino, i monti della Carpegna, del Catria, il Nerone e le dolci colline verdi che lente da questa Rocca scendono fino al mare regalando un quadro straordinario ed unico in ogni stagione. Le stanze di questa rocca si raccontano al visitatore attraverso un museo permanente ed unico nel suo genere, infatti grazie all’ultimo restauro negli anni 2004/2009 sono stati ritrovati tantissimi utensili, vasi, piatti ed ancora brocche di una bellezza straordinaria risalenti al periodo dei Malatesta, monete, ditali, calici di vetro proveniente dalla repubblica di Venezia, ed anche un sigillo quale segno distintivo di un antico signore che racconta di mondi lontani, pieni di emozioni.

 

L'intero borgo merita una visita. La Chiesa Parrocchiale di San Paolo all’interno delle mura, patrono di Montefiore Conca, risalente al XIV secolo, di architettura gotica nella facciata esterna e nel portale ad ogiva, mentre ha stile romanico il campanile di età anteriore. All’interno un prezioso Crocefisso ligneo di scuola riminese del ‘300, un affresco “La Madonna del latte” (sec XV) e la pregevole pala della Madonna della Misericordia (sec XVI). La Chiesina dell’Ospedale costituiva una tappa importante per i pellegrini che si recavano a Roma ed era annessa ad un ospitale andato distrutto negli anni. Conserva resti di pregevoli affreschi di scuola umbro-marchigiana del 1400 ed un suggestivo Crocifisso ligneo di stile popolare.

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