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La Madonna Vestita d'Oro - Festa Madonna di LoretoManifestazioni e tradizioni

E' difficile poter scrivere una storia del culto della Madonna di Loreto a Surbo. Secondo la tradizione popolare, alcuni contadini rinvennero dentro un tronco cavo di un ulivo, una statua di legno colore scuro e senza braccia. La portarono a Surbo nella Chiesa parrocchiale, ma l'indomani la statua ere sparita. Fu rinvenuta nel medesimo luogo in cui era stata ritrovata la prima volta nel tronco cavo dell'olivo. E lì fu eretta la Chiesa detta di d'Aurio. La leggenda trova un fondamento storico nell'VIII secolo d. C., quando l'imperatore bizantino Leone III detto l'Isaurico, proibiva la raffigurazione e il culto dell'immagine di Cristo, della Vergine e dei santi, considerando tutto ciò come una forma di idolatria. I monaci Basiliani, in seguito a questa forma di persecuzione, iniziarono a trasferirsi sulle coste dell'Italia meridionale, specie su quelle salentine, portandosi appresso le immagini sacre. I Basiliani, stabilendosi qui, avevano costruito dei piccoli centri di cultura e rito bizantino, detti in greco Laurìon, attorno ai quali, pian piano, erano sorti dei casali. Con molta probabilità, la chiesetta di Santa Maria di Aurio ha preso tale denominazione dal luogo di appartenenza, ossia dal casale sorto nel luogo detto di Aurio, che deriverebbe il suo significato toponomastico da Laurìon, diminutivo di Laura. I Basiliani, mantennero qui il loro rito bizantino; e da questo può derivare il celebrare la Madonna il martedì successivo alla Pasqua, come è appunto proprio del rito bizantino. La festa si tenne nel luogo detto Aurio, in agro di Lecce, per lungo tempo. A partire dal 1837 le celebrazioni cessarono in seguito ad una contesa tra la parrocchia di Surbo e la parrocchia della Madonna della Porta di Lecce, che rivendicava a sé la festa. La disputa terminò a favore della parrocchia di Surbo, che da allora trasferì i festeggiamenti da D' Aurio a Surbo. Sappiamo che il culto della Vergine di Loreto si affermò a Lecce nel 1600, dopo che Cesare Prato ebbe fondati, sotto questo titolo, la Chiesa e il monastero delle Cappuccinelle. E, sulla base di questa data, si può presumere che i nomi Auritane e Lauria (che è diverso dal nome Laura, anche esso usato), presenti nei registri parrocchiali dei battesimi del 1600 nella cappella di Santo Stefano(ora Madonna di Loreto), di un quadro raffigurante la Madonna di Loreto e la traslazione della Santa Casa. Nel Luglio 1724 la festa di Aurio era già celebrata dal clero di Surbo e non da quello di Lecce. Anche per ciò che riguarda l'antica statua lignea della Vergine non si può dimostrare come era. Ci sono i ricordi di pochissime persone anziane, dalle quali è stato raccontato che la statua, all'inizio della prima guerra mondiale fu tolta dalla nicchia dove era conservata, e fu messa su un piccolo altare. La gente accorreva in gran numero per pregare la Vergine per i propri congiunti che partivano per la guerra, e si accendevano gran quantità di ceri. Una scintilla fu fatale e la statua bruciò. Al suo posto fu fatta fare un'altra statua da don Ferdinando Ampolo, in adempimento ad un suo voto. Ma per la maggior parte della gente di Surbo questa statua era troppo dissimile nei tratti e nella forma da quella che aveva fino a poco tempo prima considerato la "sua" Madonna. Fu perciò ordinata una nuova statua che, benché avesse la carnagione chiara, aveva qualche somiglianza in più con l'antica statua andata bruciata. Anno dopo anno, la festa della Madonna di Loreto torna puntualmente ogni martedì dopo Pasqua: è la "Festa" dell'intero paese, la più sentita dai surbini; ma è anche quella che richiama molti devoti e curiosi da tanti altri paesi sia per la "focara" del lunedì di Pasqua, che per la processione del martedì mattina, con i bambini che vengono ancora "vestiti" per devozione, e con le donne che ancora camminano scalze, per ottemperare ad un voto, dietro la statua della loro Madonna.

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